‘L’Inesatto’ è un disco che suona esattamente come dovrebbe suonare. Direttamente dagli anni ‘90, tappeti di noise, pareti tapezzate di chitarre dissonanti, tavoli rovesciati e quadri squarciati. Talvolta emerge una chitarra pulita e razionale che introduce a un nuovo stato di terrore. I Vanderlei si presentano così, si muovono in scenari da post omicidio senza colpevole. La band nasce a Bologna e nel giro di pochi anni riesce a farsi un nome, complice sicuramente il buon lavoro fatto con il primo nucleo del gruppo, i Kybbutz attivi già dal 1999. Nel 2005, ormai noti con il nome di Vanderlei, vengono selezionati tra le migliori dieci band dell’Emilia Romagna per rappresentare la regione al MEI di Faenza. Il loro esordio discografico in questo 2010 non poteva essere migliore, con Paolo Benvegnù nelle vesti di produttore artistico. Gli arrangiamenti, come i suoni, godono di un’atmosfera vagamente Marlene Kuntz anni ‘90 mentre la voce, nervosa ma non urlata, declama versi che si incastrano armoniosamente con la musica. E’ un disco fuori moda, con suoni di una decina d’anni fa ma che oggi sembrano dimenticati. Ma ci pensano i Vanderlei a riscoprirli, per fortuna. [***]
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