A bordo della mia auto percorro la statale. Mezzanotte è passata da un pezzo ormai, ho sonno. Circondato dal buio, i fari della macchina illuminano gli alberi delle campagne nella quale è immersa la strada. La radio non funziona, quindi per stasera l’unica musica che potrò ascoltare è quella del motore che ogni tanto tossisce, vittima di una manutenzione non molto attenta. I fulmini fendono il buio nel cielo, fanno luce intorno a me, tanto che posso vedere le colline di fronte e la vegetazione piegata dal vento. Questa strada fa schifo, è la terza buca che prendo. Mentre cerco di rimanere attento alla guida, Morfeo comincia a parlarmi. All’improvviso una volpe attraversa la strada, pochi secondi e scompare dall’altra parte. Ho come la sensazione di sentire una voce o una presenza, ma è autosuggestione, sono solo in macchina, e lo sarò per almeno altri trenta chilometri. Questo è il sapore di ‘Smoke & Mirrors’, l’album di debutto del duo inglese Phantom. [****]
Johnny Cantamessa
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