sabato 18 dicembre 2010

Live Report - A Modern Way To Die + Please Don’t Touch The Drummer @ Clone Zone [Catania, 19/Novembre/2010]

Il concerto è finito mezz’ora fa e io sto già davanti al monitor per scriverne il live report. Sono stanchissimo, ma voglio descrivervi subito cos’ho vissuto questa sera, nonostante il sonno mi stia sbattendo la testa sul muro. Andiamo per ordine. Apertura porte segnalata sulla pagina dell’evento Facebook alle 22.30, ma fino alle 23 non si è potuto entrare. Dopo aver fatto una leggera fila, vengo marchiato dalla security. Sto entrando in una discoteca o ad un concerto rock? Ok, lasciamo perdere. L’ambiente del Clone Zone è decisamente bello, curato nei dettagli e nelle atmosfere. La serata la aprono i Please Don’t Touch The Drummer. Sorpresa sorpresa! Non gli ho mai ascoltati dal vivo e ne sono rimasto piacevolmente impressionato. Avete presente quando negli anni ‘90 si suonava, brutti sporchi e cattivi? Ecco, i PDTTD fanno esattamente questo, ma in chiave più moderna, condendo tutto con qualcosa “in più”. Feroci incursioni nel noise e influenze punk molto esplicite (i tempi di batteria, per esempio!). Insomma, un salto nel passato con risultati molto efficaci. Un muro di suono travolgente e granitico che evidenzia un evidente affiatamento tra i tre musicisti. Devo ammettere di averli apprezzati molto di più dal vivo che su disco (’Feel The Monkey For One Day’), che tuttavia risulta un buon prodotto per gli amanti del genere. Una nota di merito va fatta ai suoni del disco, molto belli e curati. Il power trio ha una presenza scenica devastante e attira prepotentemente su di se le attenzioni dei presenti. L’acustica della sala per fortuna è buona, così da non penalizzare la bella esibizione dei PDTTD. Piccola nota: vedere la band che si sbatte sul palco, fa un po’ a cazzotti con l’immagine discotecara del Clone Zone. La grossa delusione invece è che il live dura solo mezz’ora secondo me troppo poco per poter apprezzare appieno un gruppo e sicuramente loro avranno avuto ancora voglia di suonare.

Dopo è il turno di A Modern Way To Die. Ammetto di essermi perso il loro show, chiedo scusa. Ero uscito appena dieci minuti per respirare un po’ d’aria e quando sono rientrato hanno eseguito gli ultimi due pezzi. Nonostante abbia potuto ascoltare poco del loro repertorio, mi hanno certamente colpito, complice la loro formazione, un duo tastiere-loop-voce e chitarra noise. Il mix di electro-clash e new wave funziona, ma la mancanza di un batterista che respira e di un basso reale che pulsa si sentono, purtroppo. Mi riprometto di ascoltarli ancora una volta dal vivo per approfondire meglio questo discorso. Una bella serata, condita anche dalla conoscenza di facce già incontrate su quella piattaforma malefica che è Facebook e finalmente concretizzate dal vivo. Un grande abbraccio va ad Antonio Farinella, frontman dei PDTTD, che ho conosciuto e di cui ho potuto apprezzare le grandi doti umane, oltre che artistiche, ovviamente.

http://www.nerdsattack.net/?p=21636

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