I “benzina” sono un pugno in pieno stomaco! Brani che odorano davvero di benzina, che hanno la forza di mille esplosioni. Attivi dal 2002, dopo l'EP “Io passo” tornano con “Amo l'umanità” e il risultato è a dir poco sorprendente, anche se non perfetto.
Le tracce sono undici, tutte estremamente cariche e cattive. Un rock che muovendosi tra riffoni e melodie orecchiabili costruisce brani ricchi di tensione e armonicamente interessanti. Le melodie vocali sono molto belle e la voce di Antonio De Tamburo si muove agevolmente in tutti i territori, accompagnata per mano dalla feroce e inquieta chitarra di Enzo Russo, che non disdegna da par suo l'uso di efficaci espedienti noise. La sezione ritmica composta da Marcella Brigida e Alessio Sica, rispettivamente al basso e alla batteria, costituisce un muro sonoro invalicabile, con soluzioni molto creative, spesso all'unisono con la chitarra. Per gli amanti dei paragoni, dentro questo disco volteggiano idee che sembrano ereditate (e rimaneggiate con cura e intelligenza) dai Muse, Marlene Kuntz, Negramaro e Le Vibrazioni. Occhio però! I benzina non scimmiottano remissivamente altri sound, parlano anzi una loro lingua personale sviluppata attraverso un rock’n’roll di tradizione inglese e liricamente rivolta a problematiche attuali senza ridondanze o luoghi comuni: le ipocrisie del mondo economico, l'egoismo umano, attacchi alla politica, l'opportunismo e tutte le contraddizioni che tanto feriscono la società moderna.
Nonostante il lavoro sia omogeneo e coerente, manca un vero picco emozionale in mezzo alla media dei brani, comunque tendenzialmente alta. Probabilmente uno dei migliori lavori ascoltati quest'anno.
http://www.lascena.it/nuovo/recensione.php?id=1000
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