sabato 18 dicembre 2010

Beatrice Antolini - BioY

La parola chiave di quest'album è groove. C'è poco da aggiungere, Beatrice Antolini ci sa fare. Un disco con una carica incredibile, adatto alle migliori consolle da dj. La musicista marchigiana ha dedicato furbescamente molta attenzione alla registrazione degli strumenti percussivi (sapevate che ha registrato quasi tutto lei in questo disco?) e alle loro parti. Brani suonati con una perizia ammirevole in cui ritroviamo anche Mattia Boschi dei Marta Sui Tubi e il trombettista di fiducia di Beatrice, Enrico Pasini, che hanno contribuito attivamente in fase compositiva: suoni molto sofisticati e con una qualità decisamente superiore alla media (anche di molti suoi colleghi “indie” italiani). Dieci tracce che mettono a nudo l'Antolini confermando le sue grandi doti di compositrice. Brani destabilizzanti che accarezzano l'inconscio dell'ascoltatore, come Planet per esempio, dove un pianoforte ossessivo e inquieto si muove all'interno di spazi claustrofobici illuminati da piccole finestre. Ma non solo: Beatrice in We're gonna live (auto)celebra il suo lato più funkeggiante e psichedelico insieme ad un ospite importante che aiuta a completare il quadro di follia, ovvero Andy dei Bluvertigo che presta il suo sax psicopatico alle note della Antolini. Lo ritroviamo anche in Easter Sun, brano dal sapore acido e oscuro, aromatizzato da chitarre incazzatissime (uno dei brani migliori dell'album).
Beatrice Antolini riconferma il suo talento musicale ancora una volta e lo certifica formalmente con un piccolo capolavoro copioso di spunti interessanti.

http://www.lascena.it/nuovo/recensione.php?id=989

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