Chiamatelo dream-pop, shoegaze, post-rock o come diavolo vi pare, rimane sempre musica che ti lascia dentro iniezioni di sentimenti intensi. Gli Armstrong? (sì, con il punto interrogativo) sono capaci di comporre brani intrisi al contempo di dolcezza e inquietudine. “Collateral” non si fa mancare nulla, costruendo traccia dopo traccia un meritevole prodotto. Le armonizzazioni di chitarra sono sempre molto fresche e dipingono atmosfere ovattate con frequenti cambi di ritmo che rendono egregiamente all'interno dell'economia del cd. E' possibile ascoltarci dentro tante influenze, dai Mogwai ai Jesus & Mary Chain, ma sempre decodificando il tutto con un linguaggio proprio e con ammirevole genuinità artistica.
Il disco, purtroppo, rappresenta il canto del cigno per il terzetto torinese, praticamente scioltosi pochi mesi fa. Peccato davvero, anche perché, a prescindere dalle motivazioni di tale epilogo, anche in ambito musicale sono sempre i migliori che se ne vanno.
http://www.lascena.it/nuovo/recensione.php?id=969
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